ZARA, il lato oscuro della "moda".
- matteoproiettiprime

- Dec 30, 2020
- 4 min read
Tutti conosciamo la nota catena spagnola di abbigliamento "Zara" gestita dal gruppo "Inditex" fondato da "Amancio Ortega" (uno degli uomini più ricchi del mondo), ma cosa si cela dietro questo marchio?
Ecco una riflessione da parte di chi ci ha lavorato...

Più di qualche mia conoscenza ha lavorato e lavora attualmente da "Zara", e mi ha svelato alcuni retroscena a dir poco inquietanti, ai limiti del rispetto dell'essere umano.
Turni di lavoro estenuanti, zero rispetto nell'ambiente lavorativo, frequenti umiliazioni da parte dei superiori, carenza totale di cordialità, stress ai limiti del possibile.
All'inizio stentavo quasi a credere a queste parole, come è possibile che una così importante multinazionale leader nel settore del fast-fashion permetta abomini di questo genere?
Cosi per avere un quadro migliore di quanto mi era stato conferito, decisi di provare in prima persona questa esperienza.
Inviai il mio curriculum al gruppo "Inditex", specificando il mio interessamento riguardo zara e dopo una settimane una mattina, erano le 11.00 circa, arrivò la chiamata di una ragazza addetta al reclutamento del personale che mi chiedeva se fossi interessato ad iniziare già dal pomeriggio con orario 16,00-22,00.
Ha inizio cosi anche per me, l'esperienza come (a detta loro) di "assistente alle vendite".
Assistente alla vendita, colui che assiste il cliente al fine dell'acquisto dei capi.
Assolutamente falso, vi dico che tutto ho fatto all'interno del punto vendita tranne che assistere il cliente all'acquisto, anzi vi dirò di più, quando un cliente mi chiedeva un consiglio o semplicemente un aiuto per trovare un capo, mi veniva espressamente richiesto di non prestare attenzione ma di continuare a fare il compito che mi aveva assegnato il/la responsabile di reparto, in modo tale da non perdere tempo con i clienti e dedicarsi al punto vendita.
Lavorare da Zara equivale a rinunciare ad ogni tipo di forma di rispetto all'interno dell'ambiente lavorativo, essere un "assistente alle vendite" vuol dire fare di tutto e di più, non c'è un compito al quale devi dedicarti ma devi "tappare i buchi" li dove è necessario.
Vieni rimbalzato dal magazzino al camerino e dal camerino alla riordino del locale, tutto a ritmi frenetici, una sorta di corsa contro il tempo, una specie di gara a chi fa prima, con l'incessante pressione psicologica da parte dei superiori, che non perdono occasione per ricordarti che sei solo uno schiavo e devi eseguire gli ordini.
Un gioco di "potere" dove pesce più grande mangia pesce più piccolo.
Ho visto i superiori trattare male i miei superiori e i miei superiori trattare male i dipendenti e gli altri dipendenti trattare male i nuovi arrivati.
Un ambiente sclerotico, dove chi vi lavora è totalmente privo di sorriso, sempre agitato, nervoso, arrabbiato, pronto per sfogare la sua ira sul prossimo.
Di seguito voglio raccontarvi qualche singolo episodio che mi è capitato durante la mia permanenza all'interno di questa mostruosità chiamata Zara.
Al terzo giorno di lavoro, mentre passo davanti ad uno specchio mi fermo un quarto di secondo per sistemarmi i pantaloni per poi entrare nel magazzino dove in presenza della responsabile, dovevo togliere le grucce di plastica dai capi appena arrivati e sostituirle con le grucce corrette per poi andare ad inserire i capi all'interno del negozio.
Insomma ad un certo punto si rivolge a me con tono sgarbato e altezzoso dicendomi :
N- Ma ti pensi di stare a "Uomini e Donne" ?
M- mmm no perchè ?
N-Ti ho visto che ti stavi specchiando, non sei mica su una passerella. Io accenno un sorriso e continuo il mio lavoro...
Poco dopo ritorna nel magazzino ed esclama:
N- chi è l'imbecille che ha messo questi capi qui?
M (con un tono calmo e pacato)- Scusi devo averli messi io per errore, è il mio terzo giorno di lavoro, cerchi di capirmi.
N (con un tono sempre pessimo esclama)- Sti uomini sono dei buoni a nulla, vai a sistemare il reparto donna va.
Evitai di rispondere, non perchè temevo la sua reazione, figuriamoci l'avrei fatta sentire una nullità più di quanto non lo sia già, ma perchè volevo vedere fino a che punto volesse arrivare.
A questo episodio ne seguirono altri sempre di questo tipo, insomma totale mancanza di rispetto nei confronti dei propri collaboratori.
Un'altra volta mi capitò di sistemare il negozio, una volta chiuso al pubblico, e dopo aver piegato una serie di maglioni, arrivò una dipendente che mi disse :
A- Ma come diavolo li hai piegati? ripiegali tutti da capo!
M- Mi scusi ma è da poco che lavoro, non ho ancora molta esperienza nel piegare i capi.
A- E si vede, sei negato proprio, guarda come si fa ... ecco! Dio mi ha dato proprio una dote nel piegarli, guarda come sono messi bene ora, vai va, vai ad aiutare in magazzino che è meglio.
M- Ah ok... complimenti per la tua dote, è fantastica, dio è stato davvero generoso con te...
E me ne andai ridacchiando verso il magazzino.
Comunque episodi a parte, la mia esperienza da Zara mi ha fatto rendere conto di quanto sia terribile e ai limiti del rispetto lavoravi all'interno.
- In un turno di 6 ore arrivi a camminare per 30km, tra magazzino e negozio.
- Vieni trattato come uno schiavo
- Devi subire insulti e press psicologico
- Non puoi ribattere altrimenti ti arriva una bella lettera di richiamo
- Non puoi fermarti un attimo per riposarti
- Non puoi commettere errori
Però devi dimostrare di avere grinta e voglia altrimenti "Non sei adatto" a detta loro.
Facilissimo avere grinta e un bel sorriso in un ambiente di lavoro simile... non direi proprio !
Per fortuna non avevo bisogno di quel lavoro per sostenermi economicamente, ma ho ascoltato anche le storie di alcuni dipendenti che vi lavorano da decenni, madri di famiglia, padri di famiglia, persone che devono portare necessariamente la pagnotta a casa.
Ho conosciuto anche colleghi gentili, cordiali, rispettosi, educati, ma vi assicuro che non bastano per coprire lo scempio al quale dovevo assistere e subire ogni giorno.
Vi dico ciò dopo aver lavorato in diversi punti vendita presenti su Roma, e la sinfonia era sempre la stessa, chi più chi meno, il modus operandi è stato quello che vi ho descritto.
Lavorare da Zara non è affatto bello, ne gratificante, è altamente stressante e umiliante.
Mi piacerebbe davvero che tutti i dipendenti riuscissero a trovare un altro impiego dove il rispetto verso il lavoratore è essenziale, ma purtroppo fino a che ci saranno persone disposte a tenere chino il capo per paura di perdere il posto di lavoro, tutto questo non avrà mai fine.
Non comprate più da zara, i vostri soldi spendeteli bene, aiutate i brand emergenti, aiutate il made in Italy.



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