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Quella volta in cui ho "bloccato" via condotti.

  • Immagine del redattore: matteoproiettiprime
    matteoproiettiprime
  • 13 mag 2021
  • Tempo di lettura: 2 min

Correva l'anno 2018, era un caldo pomeriggio di maggio quando bloccai per più di un ora la via dello shopping più famosa d'Italia.

Avevo appena terminato di vendere la mia prima collezione, autoprodotta, 5 mila pezzi unici in totale, molti di questi fatti con le mie mani, ed ero prossimo alla partenza per Ibiza, con biglietto di sola andata.

Decisi di salutare Roma cosi.

Impiegai circa un mese e mezzo per organizzare il tutto, è stato impegnativo, ma alla fine sono riuscito nel mio intento : Far sfilare 30 persone vestite tutte uguali con la mia t-shirt con 15 maschere che ridevano e 15 che piangevano, per la via dello shopping più blasonata d'Italia.

Perchè feci tutto questo?

Volevo vedere le persone che passeggiavano sul marciapiede voltarsi verso di noi anzichè ammirare le splendide vetrine dei marchi più lussuosi del mondo.

E accadde esattamente questo per un ora intera.

Ogni passante rivolgeva la sua attenzione a noi, scattavano foto, si domandavano che cosa diavolo stesse accadendo, addirittura gli impiegati di una famosissima boutique di lusso, uscirono fuori per guardare la mia piccola "sfilata" abusiva.

Fu un ora di gloria pura.

Feci su e giù per via condotti con delle pause di 15 minuti per ogni tratto, ed io ero al centro, nel bel mezzo delle due file lungo i miei fianchi, ed ero l'unico vestito con una t-shirt differente.

Nel mese e mezzo di preparazione fu abbastanza difficile trovare 30 persone disposte a prendere parte a questo flash mob, ma avevo tanta di quella voglia di portare a termine anche questo obiettivo, che non misi limiti, non mi lasciai scoraggiare dai problemi, mi adoperai giorno dopo giorno per trovare soluzioni.

Consegnai personalmente ad ogni singola persona un box contenente al suo interno una t-shirt e un foglio con le istruzioni da seguire passo passo.

Andò più o meno tutto come previsto, seppur con qualche problema, che però non impedì la buona riuscita del mio flash mob.

Alla fine della "sfilata" ci andammo a posizionare sulla famosa scalinata di piazza di Spagna, ed anche lì praticamente chiunque, era con il telefono in mano per scattare una foto o girare un video.

Ad un certo punto si avvicinò a me un giornalista che mi chiese se poteva scrivere un articolo su quanto accaduto, ma gli dissi di no, in quanto non ero conosciuto, non ero importante e non ero neanche pronto sinceramente ad un tipo di visibilità giornalistica, e comunque sia per me quello significava la fine di un percorso, un percorso che per me era arrivato al termine in quanto avevo bisogno di staccare un pò la spina e cambiare vita.

Avevo raggiunto il mio obiettivo.

Dopo 3 anni passati tra la creazione del marchio la progettazione della collezione, lo sviluppo della stessa e la vendita dei capi, ero riuscito finalmente a portare a termine il mio compito ed ero pronto a salutare Roma a modo mio.



 
 
 

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