" I ragazzi del Piper Club "
- matteoproiettiprime

- 13 mag 2021
- Tempo di lettura: 5 min
" E le gambe cominciano a muoversi e le gambe continuano a muoversi, suono che sale stile nazionale ".
Si apriva così il sabato sera più rinomato della capitale con la voce più calda di Roma, quella di Andrea Rappartipoli, per gli amici RAPPA!

A cavallo tra il 2012 e il 2016 la movida Romana ha vissuto forse gli ultimi anni d'oro del culto del clubbing.
La nostra non era una semplice festa in discoteca, la nostra era la consacrazione settimanale del divertimento.
Il Piper è stato per molti l'inizio di un qualcosa, per molti altri la fine di un altra
Avevamo creato una sinergia che andava oltre la semplice serata, tutti e dico proprio tutti, dai clienti agli addetti ai lavori ai gestori stessi del club, eravamo connessi, un unica grande famiglia.
I protagonisti di quelle serate hanno dato vita ad un movimento sociale, tutti volevano venire al Piper, se ne parlava ovunque.
Il sabato sera a Via tagliamento 9 era praticamente impossibile trovare un parcheggio, la fila arrivava in mezzo alla strada e riuscire ad entrare all'interno del Piper club era quasi un impresa.
Dietro ogni grande impresa ci sono grandi persone e voglio parlarvi di queste grandi persone che sono rimaste nel cuore di tutti quei ragazzi, oggi uomini, che hanno affidato a noi il divertimento della loro gioventù.
-Alessio "Fahrenheit" Bungaro
Se non fosse stato per lui nulla di tutto questo sarebbe mai esistito.
Prese il comando del Piper nel 2010, in un periodo in cui i continuativi ancora non erano in voga, in quegli anni andavano di più le cosiddette " Secche " ovvero le feste mensili.
Nel giro di 2 anni creo la più grande squadra di pubbliche relazioni presenti sul suolo romano, ma non si limitò solo a questo, trovò un cast artistico degno di nota e creò il suo brand " GOOD MUSIC FOR GOOD PEOPLE ".
Diede un identità ben precisa al prodotto che voleva vendere, voleva fare feste, belle feste, con buona musica in un bel ambiente.
Le luci dovevano essere uno spettacolo, la musica ricercata, l'impianto audio di qualità, la promozione ben curata e nulla doveva essere lasciato al caso.
Era il primo ad arrivare e l'ultimo ad andare via, teneva salda tutta la catena di produzione.
Ci voleva bene, come se fossimo suoi figli, si levava dalle tasche quel che poteva per farlo entrare nelle nostre, era e resterà per sempre un vero ed autentico LEADER.
-Andrea rappartipoli "RAPPA"
"Suono che sale stile nazionale " , " e le gambe cominciano a muoversi e le gambe continuano a muoversi ", questi i suoi cavalli di battaglia, le parole scandite dalla sua calda voce piena di vita che ti davano la carica appena mettevi piedi nella dancefloor.
Era la voce narrante del nostro sabato sera, sapeva esaltare la folla come nessun'altro.
Tutti noi adoravamo sentire il nostro nome pronunciato al microfono da lui, non si scordava mai di salutare ognuno di noi a tutto il pubblico, utilizzando sempre una frase in rima o un elogio.
I clienti stessi facevano la fila sotto la console per fargli leggere un messaggio da comunicare al microfono.
Era più di uno speaker, era un motivatore, spingeva le persone a sciogliersi e dare il meglio di sè.
Era capace di far abbassare duemila persone al suolo per farle saltare in aria al momento giusto.
-Mimmo Errico
Aveva la residenza nella console del Piper, con i suoi dischi ha fatto ballare fino al mattino migliaia di giovani Romani.
Sempre allegro felice e sorridente con il suo look da Rocker, è stato una delle colonne portanti della nuova corrente di musica elettronica capitolina.
Mentre tutti gli altri " Disc jockey " degli altri locali passavano i dischi della radio, lui passava quei dischi che non conosceva ancora nessuno ma che sarebbero diventati famosi.
Il suo punto di forza era quello di creare mash up memorabili.
La sua musica era un esplosione di energia, non riuscivi a stare fermo quando sentivi quei pezzi.
Sapeva esattamente quando farti saltare e quando farti riposare.
- Federico Kay
Era l'anima candida della festa, definirlo "solo" un Dj è riduttivo.
Era un vero e proprio performer, una figura che riusciva ad intrattenere la folla mettendosi in prima fila con le sue performance.
La festa era lui, tra console palco e microfono faceva per 3.
I suoi dischi erano epici, le sue entrate in scena facevano accendere gli animi di tutta la gente.
A ritmo di musica saltava da una parte all'altra della console, come un bambino in un parco giochi.
Negli anni ha creato il suo personaggio, una figura di rilievo nella capitale, le persone venivano al Piper perchè volevano vederlo.
Negli anni a venire è arrivato il successo che lo ha portato ad essere il Dj Resident del rinomato " Ushuaia " a Ibiza, tutte le domeniche con MUCHO.
- Valerio Trimboli " JOSEPH "
Fu l'ultimo acquisto del nostro team artistico,un ragazzo giovane con tanta voglia di fare e mettersi in gioco.
Aveva quella vitalità che voleva a tutti i costi esternare con la sua abilità in console.
Proponeva la musica house, lui ti faceva sentire "figo" con i pezzi che metteva.
Aveva quel sound fresco e movimentato che ti faceva muovere il corpo come " Tony Manero".
Quando saliva lui in console partivano i limoni tra i ragazzi e le ragazze perchè con quel sound , rimorchiare era per tutti un po più facile.

Il team
Per team intendo tutte quelle figure che hanno contribuito a rendere magiche quelle notti.
La squadra della cambusa : delle macchine da guerra, correvano dalla cambusa alle zone del privè per tutta la notte, regalando sempre un servizio impeccabile.
I barman, sempre gentili cordiali ed efficienti.
Le "Signore" del guardaroba , che nella folla più totale riuscivano sempre a mantenere la calma .
Gli addetti alla sicurezza : Quante ne hanno dovute sopportare in quegli anni, ma per fortuna non si verificarono mai eventi "disastrosi", si certo capitava di tanto in tanto qualche scaramuccia tra i clienti, ma loro erano sempre li, pronti a risolvere le situazioni nel migliore dei modi. Erano i nostri angeli custodi.
I ragazzi del Piper Club
E poi c'eravamo noi, i ragazzi del Piper Club, i promoter, quelli che si beccavano le "pizze educative" dal buon Marco Bornigia il grande proprietario.
Eravamo le figure di riferimento dei clienti del locale.
Se volevi entrare nel Piper dovevi prima parlare con noi e se non riuscivi ad entrare noi dovevamo parlare con il nostro referente per farti entrare.
Se volevi un drink gratis venivi da noi.
Se volevi conoscere una ragazza venivi da noi.
Qualsiasi cosa volevi fare all'interno del locale venivi da noi.
Passavamo la settimana a girare per tutta Roma tra bar e locali per conoscere nuove persone da portare il sabato sera.
Eravamo il cuore pulsante di quelle serate.
Ognuno faceva il suo, chi poco chi tanto , ma ognuno di noi era il protagonista.
Facevamo numeri che i " Pr " di oggi si sognano.
I più bravi di noi portavano anche 250 persone in pista.
Ad oggi purtroppo non esiste più il " PR " di strada che porta la pista, esistono queste pseudo figure da social network , come li chiamo io, " I tavolari " il cui unico loro intento è quello di spellare il pollo di turno facendolo chiamare con lo pseudonimo di " Principe,avvocato,re , dal vocalist " facendogli spendere lo stipendio di un mese in bottiglie che neanche berrà.
In finale, noi abbiamo creato un movimento, un culto, un credo.
Molti dei giovani di ieri, oggi sono uomini, hanno messo su famiglia e hanno cambiato vita come è giusto che sia, ma se glielo domandi, se gli chiedi di come era il Piper Club non possono che parlarne con gli occhi lucidi.
Molti hanno trovato l'amore della loro vita in quella pista, molti altri hanno intrapreso una carriera lavorativa che gli ha permesso di costruire il proprio futuro.
Forse un giorno ritorneremo e forse sarà ancora più bello.




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